InDue
Credevo di essere rimasto da solo e invece...


mercoledì, luglio 30, 2003  

A CUORE APERTO

Oggi. Tre anni fa. Domenica.

Ci sono sequenze di vita, fatte di immagini e parole, che ti rimangono cristallizzate dentro per sempre. Non sbiadiscono, non mutano con il passare del tempo. Semplicemente stanno li', come sotto una teca di vetro, pronte a ricordarti, facendotele riprovare identiche, le emozioni di allora. Credo che siano poche le cose che ti restano dentro cosi', fuori dal flusso del tempo. Quelle che lo fanno pero' creano dei solchi nella carne che diventeranno parte integrante di quello che sei. Solchi vivi, sempre un po' sanguinanti, mai del tutto rimarginati.
Ricordo esattamente la sera prima, cosa feci, cosa dissi, che temperatura faceva. Forse accade che la memoria emotiva salvi a posteriori le ultime immagini di una vita precedente, appena sei agli inizi di una vita nuova, soprattutto se è una vita nuova che ti aggredisce. Ricordo una bellissima serata. Andai a vedere l'Antigone dentro al Colosseo. E fino al momento esatto in cui chiusi gli occhi, a tarda notte, nel mio letto, era stata una serata bellissima, di quelle da ricordare e raccontare. Da quando ho aperto gli occhi al mattino è rimasta per sempre un serata a cui non pensare mai più, un buco nero che, traditore, cominciava ad attirare verso di sè ogni gioia per distruggerla, mentre tu eri ignaro di tutto. Il destino vuole che io passi intorno al Colosseo ogni giorno. E ogni giorno, senza eccezioni, c'è una parte di me, a volte cosciente a volte no, che ritorna a quella sera, come se tutto fosse iniziato li'. Strani giochi della mente.
E poi c'è la parte del film più nitida, più definita in ogni dettaglio. Non ricordo nemmeno come mi sono alzato dal letto stamattina, ma ricordo perfettamente vicino a quale punto del mio letto erano le ciabatte quella mattina, quando le scansai bruscamente con un piede, per correre via scalzo. Ricordo quanta luce c'era nella mia stanza. Ricordo tutto.
Ma più di ogni altra cosa, come un tuono che travolge tutto quello che hai dentro, ricordo la mia porta che si apre, i passi di mia madre, la sua voce. La sua voce. La sua voce. Le sue parole, quelle parole. Tre parole in grado di cambiare tutto per sempre. Ricordo i suoi occhi fissi nei miei. E poi tutto è diventato frenetico. La corsa alla cornetta del telefono. E poi via via una catena di voci. Sempre quelle parole, quelle stesse tre, che io a mia volta ho ripetuto, e che saranno cristallizzate nella mente di mia sorella. La mia voce che risuonerà in lei come in me quella di mia madre. Beffardo modo di lasciare tracce indelebili di te per sempre in un'altra persona.
E poi la guida, a stento, con la vista appannata. Andata, ritorno, andata, ritorno. Una busta per mettere la roba. Mi chiedo cosa ti dia la forza di fare dei gesti normali, nonostante tutto, invece di scappare lontano, scansando via ogni cosa. La forza di aprire il suo guardaroba per scegliere, con assurda lucidità, il suo ultimo vestito, e prendere proprio quello che aveva provato pochi giorni prima e che finalmente, con suo estremo orgoglio, gli andava di nuovo bene.
....e la sua ultima immagine. Traumaticamente indifesa, in quel letto. Ho paura, rimani con me finchè non mi addormento?
....e le sue parole al telefono. Quelle della sera prima, quelle che rimarranno per me e per me solo, per tutta la vita. Domani mi fanno uscire, lo sai? E sai di cosa ho voglia, di un bel piatto di pasta con le vongole! A domani.

Mi manchi. Sempre.
Si, a domani.

posted by in 11:37 AM       se ti va lascia un
 

Bella sorpresa ieri sera scoprire che Castel S. Angelo è aperto fino a tarda notte. Che puoi passeggiare sulle sue terrazze, camminatoi, cunicoli, tra le fiaccole, scoprendo ad ogni angolo un concerto di pianoforte, di chitarra, una esibizione di giocolieri. E che ad ogni pezzetto d'arte puoi girarci intorno, fermarti, ripartire, con quella leggerezza che appartiene agli eventi di strada. Affacciarsi ai vari livelli sulle luci di Roma, apprezzarne il leggero vento che spazza l'umidita'. Perdersi in corridoi stretti e sbucare in sale affrescate con mostre di arte contemporanea. Tanta gente ma nessun caos. Una vera e propria cittadella che alla fine senti anche un po' tua, e ti verrebbe spontaneo ad un certo punto aprire una delle porticine chiuse e dire buonanotte a tutti, io mi ritiro nelle mie stanze, ma voi continuate pure a bere, ascoltare, chiacchierare e ridere. E poi una passeggiata nel Passetto di Borgo, restaurato, finalmente aperto. Quel camminamento murato che hai sempre visto da sotto, e che i papi utilizzavano per scappare e rifugiarsi al Castello. Te lo hanno detto fin da piccolo, e ogni tanto lungo il percorso senti qualche genitore che ripete lo stesso aneddoto ai nuovi piccoli romani. Sei lassù in alto e cammini sopra i tetti di Borgo Pio, parlando sottovoce, passando a pochi centimetri da finestre socchiuse dentro le quali c'è chi si gode il ventilatore in mutande. E ti chiedi, tra un tetto e l'altro, chissà se sotto uno di questi tetti c'è la bomboniera della Cri con la sua talpa che dorme.
E poi parlare di improvvise tristezze senza motivo, di entusiasmi frenati che vorrebbero non esserlo più. E fare tardi, tardi per l'ennesima volta che il sonno non è più una condizione necessaria. Ma non puoi non ascoltare le ultime note che escono da quei tasti bianchi e neri.

posted by in 10:21 AM       se ti va lascia un


lunedì, luglio 28, 2003  

Aspetto un segnale. Come un agente segreto in attesa di entrare in azione, e nel frattempo in incognito sotto copertura. Un segnale in codice, che conosciamo solo io e Lei. O meglio io ancora non lo conosco in effetti, ma quando arriverà lo riconoscero'. E i tempi sono quasi maturi, lo sento nell'aria.
Intanto penso alle vacanze. Ricordarsi di preparare: rullini DIA colore, che anche se il mio amore è il B/N quel blu e quel bianco meritano un tradimento; romanzi in quantità sufficiente da potersi permettere di cambiare idea; segnalibri in quantità analoga; protezione solare alta, che quest'anno più che mai la mia carnagione ha dimenticato che una volta era scura; quaderno immacolato, penne matite e colori. Libri di test per l'ammissione all'università (per la serie corsi e ricorsi); biip biip biip (vabbè non è che si puo' dire proprio tutto eh). E poi e poi, tutta la fantasia del mondo, ma quella cerco di portarla sempre dietro, di default.

Preparo liste e penso alla domanda del giorno: come faccio ad essere contemporaneamente cosi' dolce (a volte) e cosi' cinico (quasi sempre)? Ne parlero' con il mio analista.

posted by in 10:41 AM       se ti va lascia un


venerdì, luglio 25, 2003  

In attesa di un week end in cui accadranno delle cose. Forse. O forse semplicemente alla fine non accadrà nulla. Ma io ne trarro' pensieri e magari emozioni. Da portare dietro per l'ultima settimana di lavoro, che poi più lavoro non è. E di nuovo via per una vacanza e poi per un altra. Cosa pensero' di tutto questo verso la fine di agosto? Dove vorranno spingersi le mie gambe? Cosa vorro' da me e da un'altra persona? Non sarà più tempo di rimandare, in nessun campo. Ci saranno da comprare quaderni nuovi freschi di cartoleria, per iniziare una scuola che ancora non ha un corpo. Ma quell'odore di nuovo. Quell'odore di inizio e di bianco da scrivere. Quell'odore era l'unico pensiero bello alla fine delle vacanze. E chissà. Che tanto alla fine qualsiasi binario è solo un'illusione. La vita non ha direzioni, è e basta. E se riuscissi a impararlo davvero sarebbe tutto più sereno. Se riuscissi con il gesto di una mano a dissolvere i fantasmi delle mete da raggiungere, e mi godessi i passi sull'asfalto, qualunque sia il panorama. Ripenso a me, l'anno scorso in questi giorni. Tutto stava per finire e tutto per iniziare. Un cammino dentro di me e finalmente fuori. Fuori e dentro, con una soglia in continuo movimento, da socchiudere per tirare fuori un piede, poi una mano, e poi un filo di voce. Ecco se mi fotografassi adesso sarei li'. Un fermoimmagine in mezzo alla soglia. Posa dinamica pero'. Forse addirittura foto mossa. Quasi non riconosco più alcune cose che una volta mi erano cosi' familiari. Alla lunga amo le certezze che crollano, specialmente se sono le mie.

Adesso comunque ho solo voglia di vento secco, che mi asciughi la pelle.

posted by in 12:45 PM       se ti va lascia un


martedì, luglio 22, 2003  

Le cose mi sorprendono sempre, soprattutto quando sono cosi' semplici.
Una spiaggia, un fuoco e tante persone mai viste. E' bastato cos? poco per risvegliare la mia assoluta curiosità, per stimolare la mia voglia di sperimentare, vedere, conoscere, capire, assaggiare.
Certi “incontri” li intuisci subito, anche se fai finta di niente, anche se è buio e preferiresti dormire sotto le stelle piuttosto che parlare.
E' bastato un ragazzo con lo spirito libero e mi è tornata la voglia di imparare e la sensazione di essere sempre un pochino impreparata.
Non posso farci nulla, ho bisogno di apprendere, e forse è un po’ questo che cerco in una persona, l’insegnante e l’allievo, la scoperta continua.
Custodire le esperienze che arricchiscono lo spirito dell’altro.
Creare ponti.
Non riesco ad immaginare la mia vita divisa in tappe, la intuisco più come un'avventura.
Mi sento parte di tutto.
Non ho nemmeno più vergogna di mostrare la mia totale ignoranza e faccio domande assurde come i bambini.
E cos? mi ritrovo ad aspettare fine settembre per sapere com’è il Cammino di Santiago.
Prima o poi lo faccio anche io, ma prima, devo scoprire la libreria del viaggiatore piccola e piena di storie.
Ho i capelli che profumano di falo' e l’anima sulla punta delle dita.

“…Tutta la determinazione e la volontà del mondo non bastano per impedire all’amore di cambiare le regole del gioco in un attimo. ”
“Coelho"

posted by due 10:45 AM       se ti va lascia un
 

Per conoscere bisogna sporcarsi dentro e fuori.

posted by in 9:43 AM       se ti va lascia un


lunedì, luglio 21, 2003  

Oggi ho letto la Lettera nuda di Selvaggia, e ho ritrovato tanti pensieri, tante emozioni. Lo stesso modo di giocare. Ho ritrovato un po' di nostalgia, che del resto è sempre li', che mi definisce, mi prende e mi lascia, camuffandosi e cambiando direzione per non essere mai afferrata del tutto.
Ti ringrazio per aver scritto questa lettera. Mi ricorda cosa voglio. Mi ricorda cosa non voglio.

posted by in 11:05 AM       se ti va lascia un


venerdì, luglio 18, 2003  

Il namoro, è quella fase di corteggiamento fatta di sguardi fugaci, di bigliettini lasciati di nascosto, di baci rubati in una stanza di ufficio. Ieri, seduto su una panchina ad aspettare Elo, leggevo del lungo namoro di Fernando Pessoa con Ophélia. Credo che qualsiasi donna avrebbe dovuto innamorarsi di un uomo cosi' surreale, cosi' fuori dalla normalità. E lei lo fece. Molte sarebbero scappate la terza volta che lui in mezzo ad un discorso le avesse guardate negli occhi dicendo con passione qualcosa di totalmente fuori luogo, tipo "acido solforico". Lei ci vedeva la passione, e basta. Quando lui si presentava a lei con un nome diverso, e interpretava un uomo diverso, per tutto il giorno. Quando lui si piegava sotto il male di vivere e si allontanava, fino ad allontanarsi per sempre, pur lasciando il suo cuore li', con lei.

Ah, chi mi salverà dall'esistere? Non è la morte che voglio, nè la vita: è quel qualcosa che brilla nel fondo di un pozzo in cui non si puo' scendere.

posted by in 11:32 AM       se ti va lascia un


giovedì, luglio 17, 2003  

Credo tu abbia ragione. Non mi piace vederti con quegli occhi così rossi, soprattutto perché se ti parlo non mi senti :p

posted by due 5:17 PM       se ti va lascia un
 

Credo sia giunto il momento di scendere più a fondo. Anche in questo blog. Avere il coraggio di mostrare le parti più scomode e a volte imbarazzanti senza diluirle attraverso le maglie di un linguaggio poetico. Un esercizio di trasparenza quasi totale. Ci deve essere una evoluzione, e sento che deve essere questa, altrimenti si chiude. Vediamo che succede. Coming soon..

posted by in 12:42 PM       se ti va lascia un


mercoledì, luglio 16, 2003  

Mi bruciano gli occhi. Ho bisogno di dormire. Ho bisogno di dormire Bene.
A volte quello che è tanto normale e quotidiano per alcuni diventa un'utopia irragiungibile per altri. Io dormo male. Ma non soffro di quella insonnia bella e maledetta che ti fa passare la notte a scrivere, pensare, fumare guardando il cielo. No, è solo uno stupido e insipido disturbo del sonno che mi fa svegliare spesso e riposare male, anche se ho imparato a conviverci e a trovare comunque le mie energie.
Ma ogni tanto cedo. Solo ogni tanto. Solo ogni tanto desidero un sonno di quelli che crolli e ti risvegli nella stessa identica posizione 8 ore dopo. Non ricordo sonni cosi'. Mi chiedo se sarà mai un lusso che potro' permettermi. Mi chiedo se riusciro' mai a trovare la fonte dell'infezione. Continuo a cercare.
Ognuno ha i suoi prezzi da pagare per essere come è. Questo è uno dei miei.

posted by in 6:12 PM       se ti va lascia un


martedì, luglio 15, 2003  

Lo so, a volte sono un po' nevrotico ed eccessivamente iperattivo. Sto imparando a fermarmi, e ad essere nelle cose senza guardare immediatamente altrove. Ma questo non toglie la mia voglia di stimoli, continua, incessante, fisica. Ho bisogno di essere nutrito, ed anche di poter far assaggiare il nutrimento che mi piace ad un palato curioso e vivace. Il numero 2 per me vuol dire questo.

posted by in 11:25 AM       se ti va lascia un


venerdì, luglio 11, 2003  

Riemergo. Ho voglia di dire tante cose, ma stanno tutte li dentro e quando penso a come scriverle diventano confuse. Ho voglia di arrabbiarmi, ho voglia di innamorarmi, ho voglia di abbracciare. Come quando tengo stretta la mia amichetta e le bacio la fronte, e mi ci vuole un istante per ricordarmi perchè è la mia migliore amica. Ho voglia di cose leggere e istintive. Ho voglia di recuperare tutto il tempo perso con il mio migliore amico e farlo sentire finalmente a casa. Ho voglia di mare, che mi sento bello quando sono li. Ho voglia di persone che esprimano desideri con candore e libertà, senza preoccuparsi di quello che segue o dei bilanci che devono tornare. Ho voglia di esprimerli anche io i miei desideri, e lo faro'. Perchè voglio solo serenità. Tutto il resto alla fine dei conti è di troppo. Ma sono contento. Sono sempre contento quando ho voglia.

posted by in 11:28 AM       se ti va lascia un


venerdì, luglio 04, 2003  

Primo acquisto nel nuovo megastore Feltrinelli a Largo Argentina. Certo è dura all'inizio abituarsi al cambiamento visto l'affetto che mi legava all'altro negozio, pero' alla fine devo dire che mi piace. Finalmente i divanetti sono veri divanetti. E in fondo mi divertono anche le markettate tipiche da internet store, tipo i libri più amati, i libri più provocatori, ecc. E poi mi ha conquistato definitivamente la presenza di uno spazio per le mostre fotografiche. Solo una cosa non mi va tanto giù: è tutto cosi' open space, senza quegli angoletti nascosti del negozio precedente.... come faro' ora a leggiucchiarmi interi volumoni qua e là, senza essere notato da nessuno?

posted by in 3:45 PM       se ti va lascia un
 

E ora?

Ore 8.40 di stamattina, uscita della metro Colosseo, aspettando l'autobus. Mi accuccio a terra per mettere Repubblica nella valigetta e sento straaaap. Allungo una mano e i miei timori vengono confermati: cavallo dei pantaloni completamente scucito (e dire che credevo di essere dimagrito). Sono praticamente in mutande (me lo sentivo che stamattina dovevo indossare quelle Calvin klein blu, almeno avrei fatto la mia figura :-)) Per fortuna dopo poco arriva l'autobus. Stavolta apprezzo la folla disumana che almeno mi nasconde. Scendo tenendo la valigetta dietro come un bambino delle elementari e mi trascino imbarazzato in ufficio, incontrando, nei corridoi, almeno 6 colleghe più una ex collega che proprio oggi, e proprio di mattina presto, aveva deciso di venirci a salutare. Dopo essermi goffamente destreggiato tra gli abbracci senza spostare mai la valigetta dal sedere, raggiungo finalmente la mia scrivania. Poi vado in bagno, e lo specchio mi dice che è davvero improponibile ricucirli al volo, come Francesca gentilmente mi propone. Decido che l'unica soluzione è l'acquisto di nuovi pantaloni. Riesco dall'ufficio, sempre con valigetta al seguito, becco il primo negozio da uomo che, ovviamente, non apre prima delle 10. Aspetto. Entro e dico "senta, avrei un urgenza........." Lei ovviamente ride e poi viene in mio aiuto. Dopo un po' mi dimentico dell'urgenza e mi faccio prendere dallo shopping. Esco dal negozio con i pantaloni nuovi indosso + abito di lino blu + cardigan leggero rosso. La carta di credito consiglia: non accucciarsi, nei prossimi giorni, e anzi evitare del tutto di comprare La Repubblica.

posted by in 9:23 AM       se ti va lascia un
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