InDue
Credevo di essere rimasto da solo e invece...


lunedì, settembre 12, 2005  

O mamma mia Due, adesso hai rotto l'incantesimo e il palazzo si è svegliato. Mi toccherà tornare a scrivere :-)

posted by in 10:34 AM       se ti va lascia un


domenica, settembre 11, 2005  

In, visto che non riesco più a parlare con te, provo da qui, che fine hai fattooooooo?

posted by due 5:51 PM       se ti va lascia un


martedì, maggio 17, 2005  

C'è tempo
Oggi a Roma piove. E io finalmente mi sento più in sintonia con la materia. Il tempo mi scorre lento dentro e si riflette sui miei passi, tanto che riesco ad arrivare in ufficio con un'ora di ritardo ma senza ansia, anzi continuando a passeggiare fino alla fine, come se niente fosse. Vedo il treno arrivare e invece di correre come al solito mi fermo in edicola, e lo perdo. Mi piace qualche rara volta ribellarmi al tutto, almeno con piccole mosse interiori. Decidere che non crollerà il mondo, decidere che nulla cambierà veramente, decidere ogni tanto di scoprire il bluff di questo tempo, dove tutto sembra un'emergenza, dove tutto sembra importante, e poi appena ti tiri fuori dal gioco per qualche istante scopri che non era vero nulla, e persino la presa di coscienza di quanto tu non sia indispensabile al sistema invece di rattristarti ti alleggerisce. Ci sono alcuni momenti in cui la via della felicità sembra così a portata di mano, così semplice da prendere. Basterebbe essere davvero se stessi fino in fondo e capire che non si ha nulla da perdere ma solo un tempo da godersi. Il bello è che già riesco ad immaginarmi perfettamente un giorno della mia vita, presto o tardi, in cui mi accorgerò del poco tempo rimasto e mi pentirò di aver vissuto nelle paure, nei condizionamenti, nelle forzature. E allora mi chiedo perchè non riesco a fare qualcosa già ora per non pentirmi dopo, mi chiedo. Tutto lì, nelle mie mani. Una spaventosa responsabilità, un frutto proibito che però promette gioia e libertà, un frutto proibito... ma proibito da chi? Dallo stesso aguzzino che stamattina ha perso il treno, in un breve lampo di umanità.

E penso alla canzone che ho promesso di inviare al mio amico Inno, appena ci fossimo beccati su msn... ma siccome il tempo sembra sempre sfuggire, l'appoggio qua. Intanto.


Dicono che c'è un tempo per seminare
e uno che hai voglia ad aspettare
un tempo sognato che viene di notte
e un altro di giorno teso
come un lino a sventolare.

C'è un tempo negato e uno segreto
un tempo distante che è roba degli altri
un momento che era meglio partire
e quella volta che noi due era meglio parlarci.

C'è un tempo perfetto per fare silenzio
guardare il passaggio del sole d'estate
e saper raccontare ai nostri bambini quando
è l'ora muta delle fate.

C'è un giorno che ci siamo perduti
come smarrire un anello in un prato
e c'era tutto un programma futuro
che non abbiamo avverato.
È tempo che sfugge, niente paura
che prima o poi ci riprende
perché c'è tempo, c'è tempo c'è tempo, c'è tempo
per questo mare infinito di gente.

Dio, è proprio tanto che piove
e da un anno non torno
da mezz'ora sono qui arruffato
dentro una sala d'aspetto
di un tram che non viene
non essere gelosa di me
della mia vita
non essere gelosa di me
non essere mai gelosa di me.

C'è un tempo d'aspetto come dicevo
qualcosa di buono che verrà
un attimo fotografato, dipinto, segnato
e quello dopo perduto via
senza nemmeno voler sapere come sarebbe stata
la sua fotografia.

C'è un tempo bellissimo tutto sudato
una stagione ribelle
l'istante in cui scocca l'unica freccia
che arriva alla volta celeste
e trafigge le stelle
è un giorno che tutta la gente
si tende la mano
è il medesimo istante per tutti
che sarà benedetto, io credo
da molto lontano
è il tempo che è finalmente
o quando ci si capisce
un tempo in cui mi vedrai
accanto a te nuovamente
mano alla mano
che buffi saremo
se non ci avranno nemmeno
avvisato.

Dicono che c'è un tempo per seminare
e uno più lungo per aspettare
io dico che c'era un tempo sognato
che bisognava sognare.

(C'è tempo, I. Fossati)

posted by in 10:33 AM       se ti va lascia un


giovedì, maggio 05, 2005  

Risponditore automatico del 187 di Telecom:

La preghiamo di attendere, effettivamente c'è molto traffico e gli operatori sono tutti occupati. Abbiamo ragione di credere che il primo operatore libero risponderà.

Grazie, troppo buoni.

posted by in 4:17 PM       se ti va lascia un


giovedì, aprile 28, 2005  

Da piccolo studiavo pianoforte. E mi capitava spesso, quando ascoltavo il concerto no. 1 in B flat minor, op. 23 per pianoforte di Tchaikovsky, di chiudere gli occhi e immaginare di essere io a suonare, in mezzo ad una grande orchestra. Immaginavo il mio assolo che portava il pubblico fino alla cima dell'onda emotiva per poi permettere ai violini di concludere, in un trionfo di applausi. Non sono mai diventato un pianista. Non ho mai nemmeno provato davvero a diventarlo. Non lo diventerò mai. Non diventerò mai tante altre cose. Ma oggi riascoltando quelle note ho provato la stessa identica assurda sensazione. E so che il mio cuore è ancora vivo come allora. So che i sogni si distinguono dai desideri per il loro totale distacco dalla realtà, e proprio per questo sono davvero liberi di essere. So che sognare come un bambino forse non è da adulto maturo. Ma so che ognuno di noi lo fa, e chi non lo fa, beh, peggio per lui.

posted by in 5:26 PM       se ti va lascia un


mercoledì, aprile 20, 2005  

Non riesco a scrivere. Punto. Forse perchè mi sembra di ripetere sempre le stesse cose, di ritirare fuori emozioni trite e ritrite, toni abusati, frasi stanche. E allora il motivo si perde. Il senso si smarrisce. Nono sono mai stato uno che parla anche se non ha niente da dire. Non ce l'ho mai fatta a sostenere troppo a lungo conversazioni di circostanza. Sfioro l'ignoranza, a volte. E così con la scrittura. Nulla di nuovo. Fermo. Potrei decidermi a fare dei passi importanti. E allora avrei una valanga di cose nuove. Ma ora sono qui, fermo in tutti i sensi, ad ammirare i casini che compongono la mia vita in questo istante, con inedia. Trovo vitalità nuove in pochi rapporti e in amici lontani ma straordinariamente preziosi. Ma li tengo dentro, tutti per me, quasi per paura che possano essere travolti anche loro da altre parole stanche.

posted by in 2:38 PM       se ti va lascia un


venerdì, aprile 01, 2005  

Indipendentemente dagli andamenti alterni della mia fede, oggi è come se stesse morendo un amico. Ho tanti ricordi bellissimi legati a lui, in qualche modo ha fatto parte della mia vita. E una profonda commozione e tristezza mi pervade completamente guardando le sue immagini di sofferenza. Ho voglia di piangere.

posted by in 11:37 AM       se ti va lascia un


lunedì, marzo 21, 2005  

Ci sono ci sono...

è solo che è un periodaccio. La mia testa è così affollata che ogni tanto cerco di spingere il pulsante per la fermata a richiesta e scendere. Ma niente da fare, mi segue. Aspetto, aspetto, aspetto il tempo interiore per lasciar fluire le idee e le emozioni, ma sembrano voler rimanere attappate lì dentro. E il blog vuoto ne è un segno chiaro. Vabbè... comunque sarete tutti invitati a cena nel mio nuovo bagno con il parquet... si mangia uno alla volta ovviamente, lo spazio è quello che è! :-)

posted by in 4:46 PM       se ti va lascia un


venerdì, febbraio 25, 2005  

E come diceva la grande Janis Joplin..

I want you to come on, come on, come on, come on and take it,
Take another little piece of my heart now, baby!

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lunedì, febbraio 21, 2005  

Si lo so, sono giorni che non mi applico. Ma sono rientrato oggi al lavoro dopo giorni di vacan.. ehm di influenza volevo dire, e sul mio tavolo ho trovato un mucchio di castagne sul fuoco accumulate che temo si bruceranno nel tempo che impegnerò a fare mente locale e a capire da dove iniziare. Ok, respiro profondo, primo passo sarà fare ordine nelle 97 nuove email. Secondo passo visita al sito di Ikea per sbirciare le cucine... no, forse questo è il caso di rimandarlo a stasera va :-)

posted by in 10:27 AM       se ti va lascia un


lunedì, febbraio 14, 2005  

Mai rimandare a domani..

Sfoglio, studiacchio, rileggo quel libro di psicologia della personalità da più di un anno, rimandando l'esame per fare davvero un figurone davanti a lui. Adesso è troppo tardi. Sigh.

posted by in 4:22 PM       se ti va lascia un
 

Diventare un ometto

Tanti pensieri in testa e poco tempo per scrivere. Ma un pensiero su tutti. Vado a vivere da solo, finalmente. E quindi tra le tante preoccupazioni una si fa avanti prepotente: metto il parquet anche in bagno? Per fortuna che il 26 inizia casaidea.

posted by in 3:12 PM       se ti va lascia un


martedì, febbraio 08, 2005  

In questi giorni sto leggendo un libro molto interessante, parla dell'etica e della morale. Ne parlo perchè in questo periodo di non etica e di non morale sto facendo indigestione. Mi trovo a lavorare per persone che non solo non hanno il senso della dignità umana, ma non hanno neanche il senso della decenza. L'autore identifica questa tipologia come imbecilli morali. Ve lo consiglio, si intitola "Etica per un figlio", di Fernando Savater. Leggetelo, così magari ne parliamo insieme.

posted by due 7:08 PM       se ti va lascia un


lunedì, febbraio 07, 2005  

Marchetta più marchetta meno..

La mia amichetta blogstar ha appena chiuso il sito. Peccato, perchè oggi su Affari e Finanza di Repubblica ho letto che la nuova tendenza è "assumere" i blogger più letti anche con cifre niente male. La società canadese Marqui, esperta di marketing globale, assume blogstar a 800 dollari al mese per farli parlare dei suoi prodotti. Il contratto prevede l'obbligo di scrivere un articolo a settimana su uno dei prodotti (nel caso specifico sistemi di gestione della comunicazione internet) che la suddetta Marqui propone alle aziende. Fanno parte del progetto anche 2 blogger italiani. Gli autori sono liberi di scrivere anche recensioni negative e il contratto scade dopo 3 mesi. In ogni caso la tendenza è più generale: lo scorso mese Jeremy Wright ha offerto i suoi servizi in una specie di asta promettendo di inserire cinque volta la settimana commenti sui prodotti dell'azienda vincente. Alla fine la InkPress lo ha pagato 3.350 dollari. La campagna elettorale 2004 in Sud Dakota pare sia stata decisa dal blogger più affidabile: il candidato vincente era appoggiato al blogger Jon Lauck, che aveva percepito 27.000 dollari per i "servizi", mentre quello perdente aveva pagato ad un blogger solo 8.000 dollari. Tirchio. Beh, non tutte le tendenze americane per fortuna arrivano qui da noi, però chissà. Blogstar, fatevi avanti.

posted by in 4:53 PM       se ti va lascia un


giovedì, febbraio 03, 2005  

Viaggi e miraggi

Esiste davvero un modo di dare una svolta alla propria vita, cambiandola radicalmente, trovando nuova energia, nuovi spunti, un nuovo slancio generale verso il benessere e la felicità? Come accade nei film, dove nel giro di pochi fotogrammi e un po' di musica in sottofondo tutto si trasforma e il protagonista cammina per le strade spavaldo e sicuro di sè e delle sue nuove scelte. Nella vita reale spesso non è il coraggio a mancare, ma proprio il sapere in quale direzione mettere tale coraggio. E' difficile vedere le alternative. O meglio, è facile con l'immaginazione, in modo fumoso e astratto. Si chiamano sogni. Ma il sogno deve diventare progetto per realizzarsi. E quando si prova a pensare a come farlo diventare progetto tutto sembra disgregarsi. No, nella vita reale non esiste una svolta di quelle che in un attimo tutto cambia (o se succede è perchè cambia in negativo a seguito di tragedie). Esistono dei faticosi percorsi al buio per cambiare dentro e portare alla luce i propri desideri più profondi e nascosti, in modo tale da acquisire finalmente la consapevolezza piena della direzione che si vorrebbe prendere e iniziare ad incamminarsi. Ma il problema anche qui è che tali percorsi interiori possono durare tutta la vita, in corsi e ricorsi, passi avanti e indietro. E allora la vita passa e tu passi la vita a chiederti quale direzione dovresti prendere per essere davvero felice, per sentirti davvero pieno, e intanto stai fermo lì, all'incrocio, oppure procedi per forza di inerzia sulle strade in cui è la vita a portarti, il caso. Che le tante piccole svolte che ci creiamo spesso sono solo diversivi per renderci più gradevole una strada, ma la strada resta quella. Ma poi alla fine di tutto questo mi guardo dentro, lì in fondo in fondo, e so di sapere qual è la strada, anche se faccio finta di non saperlo. Ed è solo il terrore che impedisce di incamminarmi. Quando un giorno forse il terrore di non vivere diventerà più forte, muoverò i primi passi. Fino al prossimo incrocio dove ogni domanda ritornerà come se non fosse mai stata data risposta.

posted by in 1:58 PM       se ti va lascia un


martedì, febbraio 01, 2005  

Mamma che dichiarazione!!!
Mi piacerebbe scrivere qualcosa di profondo, ma mi fa troppo male il dito.... (questa è la scusa ufficiale, la realtà è che non ne sono capace)
E intanto il mio indice non si piega!!!!!

posted by due 3:07 PM       se ti va lascia un
 

Lo ammetto, il ritorno di Due ha illuminato una giornata iniziata stanca e svogliata. Del resto l'ho sempre detto che non posso vivere senza di lei.

posted by in 10:01 AM       se ti va lascia un


lunedì, gennaio 31, 2005  

Eccomi...........
Dopo che In ha detto: "Si lo voglio", sono tornata, infondo non so resistergli :)

posted by due 7:43 PM       se ti va lascia un
 

Solo per chi ha visto il bellissimo Ferro 3: ho trovato queste ben scritte e interessanti recensioni (1 e 2). Per gli altri consiglio di vederlo senza leggere proprio niente.

Siamo tutti case vuote, ed aspettiamo qualcuno che rompa la serratura e ci renda liberi
Kim Ki-duk

posted by in 1:24 PM       se ti va lascia un


venerdì, gennaio 28, 2005  

Ciao Ivan

L'ho seguito per molti mesi, da quando ho scoperto il suo blog ed ho letto tutti i suoi primi post. Mi è piaciuto il suo modo di raccontarsi, da giornalista. Adesso chiude. C'è poco da commentare. Ciao Ivan.

posted by in 3:09 PM       se ti va lascia un


giovedì, gennaio 27, 2005  

Vabbè ogni tanto si può postare qualcosa
di sdolcinato no? Prendetevela con il mio i-pod.

The book of love is long and boring
No one can lift the damn thing
It's full of charts and facts and figures
and instructions for dancing
But I
I love it when you read to me
And you
You can read me anything
The book of love has music in it
In fact that's where music comes from
Some of it is just transcendental
Some of it is just really dumb
But I
I love it when you sing to me
And you
You can sing me anything
The book of love is long and boring
And written very long ago
It's full of flowers and heart-shaped boxes
And things we're all too young to know
But I
I love it when you give me things
And you
You ought to give me wedding rings
And I
I love it when you give me things
And you
You ought to give me wedding rings
And I
I love it when you give me things
And you
You ought to give me wedding rings
You ought to give me wedding rings

Peter Gabriel - The book of love

posted by in 10:15 AM       se ti va lascia un


mercoledì, gennaio 26, 2005  

Dando forme al vuoto

Qualche giorno fa parlavo con un mio amico del senso della vita. Succede spesso, succede a tutti. Però non era la voglia di filosofeggiare a spingerci, ma un sentire profondo, uno di quei momenti in cui la domanda diventa malessere, si fa fisica e ti tiene schiacciato a terra nell'attesa che arrivi una risposta di salvezza. In effetti, forse per colpa della grappa, schiacciati a terra lo eravamo davvero, stesi sul tappeto davanti ad una televisione senza audio sulla quale scorrevano le immagini dell'olocausto. No, non erano quelle immagini la causa delle nostre domande, ma certo contribuivano ad una sarcastica sottolineatura. Purtroppo le parole servono sempre a poco. Che esplorino la salvezza divina o le piccole gioie del quotidiano, che chiamino in causa la fede o gli obiettivi che la società ti offre, quando senti il vuoto dentro te lo tieni, stringi i pugni, cerchi di rannicchiarti più che puoi vicino ad una fonte di calore, e aspetti che passi. Ogni mattina in metro mi capita di guardare gli occhi della gente e ogni mattina c'è una parte di me che si commuove. E nessun pensiero pratico che riguardi il lavoro o gli impegni della giornata riesce a resistere a questa commozione. Sento frantumarsi ogni concetto, ogni astrazione così come ogni banale e quotidiano chiodo fisso della mente. Guardo la signora con gli occhiali buffi, l'uomo con la valigetta, il gruppo di ragazzini che dice cose stupide, la ragazza down avvolta completamente nella sua sciarpa e nel suo cappello rosa, che dal freddo bisogna anche difendersi, con lo sguardo un po' smarrito ma anche felice. Guardo l'anziano signore un po' sgualcito con una busta della spesa. Guardo me in mezzo a loro. E sempre, sempre, mi sento parte di un assurdo e drammatico tessuto poetico. Penso al fatto che, per quanto le vite degli uomini siano diverse, più ricche o più povere, più agevolate o ingiustamente in salita, diversi progetti, diverse direzioni, diverse le risposte che ognuno si da, diversi i modi in cui ognuno tenta di colmare quel vuoto, diversi i successi o i fallimenti nel farlo. Diversa la capacità di integrarsi nel sistema e sopravvivere o esserne emerginati e schiacchiati. Diversa la solitudine o l'amore. Diversi. Ma tutti uniti da questo tessuto di drammatica poesia del non senso. Ognuno con negli occhi una vita di unioni e distacchi, di nascite e di morti, di successi e delusioni. Di dolore, di vuoto. Ma poi anche di emozioni. Soprattutto, più di tutto, emozioni. Un tessuto di poesia che pervade tutto, anche se poi il mio cellulare è diverso dal tuo. Anche se poi tu parli dei massimi sistemi e io dico cretinate. Anche se poi lui ha una famiglia con tanti bei figli, un buono stipendio, ed te invece come ogni mattina esci dalla casa di accoglienza per andare a trovarti uno straccio di lavoro in un paese che non è il tuo. Insomma una risposta. Un risposta che semplicemente non c'è. E che paradossalmente proprio nella sua assenza riesce a pervadere la vita di meraviglia, di attesa, di scommesse. Di disperazione, si. Ma di meravigliosa poesia. E la poesia si nutre del non senso, si nutre della disperazione, si nutre del contrasto tra pieno e vuoto. Si nutre dell'assenza di risposta. Perchè se una risposta davvero ci fosse, se un senso ben definito davvero ci fosse, forse sarebbe schiacciante. Rimarremmo paralizzati di fronte alla verità, incapaci di muoverci, incapaci di essere liberi, incapaci di essere poeti. Non è la soluzione al vuoto questa, ma spesso pensarci mi allevia il dolore e lo trasforma. E ricomincio a camminare guardando gli occhi delle persone e sentendole vicine mentre ognuno più o meno inconsapevolmente tenta di modellare il non senso dandogli una forma e contribuendo ai versi di quella poesia che forse alla fine non leggerà nessuno dall'alto dei cieli. O forse si.

posted by in 11:10 AM       se ti va lascia un


venerdì, gennaio 21, 2005  

Esce il nuovo libro di Gabriel Garcia Marquez, e come al solito la sua scrittura mi conquista. Le anticipazioni a volte sono puro sadismo.

posted by in 10:15 AM       se ti va lascia un


giovedì, gennaio 20, 2005  

Ci sono momenti di totale contrasto con la realtà. Ci sono momenti in cui sei in un ufficio, circondato da gente che ti chiede delle cose di lavoro, con un monitor davanti e dei documenti aperti, telefoni che squillano, riunioni che si avvicinano. E tutto quello senti è la tua voglia di fare l'amore.

posted by in 3:52 PM       se ti va lascia un


mercoledì, gennaio 19, 2005  

Sfogliando a caso in un libro chiuso

Perchè continuate a credere di non conoscermi? Perchè continuate a guardarmi come un oggetto strano? Credete che se io un giorno riuscissi a sintetizzarvi tutto di me in un discorso chiaro ed esaustivo cambierebbe qualcosa tra noi? Non lo sentite il mio affetto? Non lo sentite il mio esserci quando sono con voi? Non la sentite la mia amicizia, il mio amore? E non vi basta? Perchè avete la pretesa che non vi sfugga più nulla? Il sapere tutto per voi è così fondamentale? Forse non mi rendo conto perchè per me non lo è. So che voi con me siete così. Prendo quella parte di voi che decidete di darmi e voi siete quella parte. Non mi interessa se poi siete anche altre mille pezzi e li date ad altre mille persone. Io so quel che percepisco, so quello che sento. Il fatto che una qualche realtà dietro possa essere diversa, o semplicemente più complessa non toglie nulla al nostro rapporto. Potrò decidere un giorno di riunirvi tutti in una stanza e dirvi tutto ciò che in una vita non vi ho detto, finchè non avrò la sensazione di essere un libro aperto. Vi accorgerete che poi sarò sempre la stessa persona. La vostra razionalità sarà forse più appagata, ma i sentimenti saranno immutati, perchè non si nutrono di quello. Se volete bene a questo "oggetto strano" vuol dire che qualcosa ci saremo dati. Quel qualcosa è verità, quel qualcosa è ciò che esiste, è ciò che provo per voi e che voi provate per me. Se un giorno riuscirò davvero a diventare una finestra spalancata meglio per tutti, soprattutto per me. Se non ci riuscirò pace, perchè l'essenza di me ce l'avete in mano quando mi amate, se mi amate. Se non mi amate il problema non si pone proprio, non è un obbligo per nessuno affezionarsi ad un libro chiuso.

posted by in 3:24 PM       se ti va lascia un


martedì, gennaio 18, 2005  

com'è difficile restare calmi e indifferenti mentre tutti intorno fanno rumore

posted by in 11:22 AM       se ti va lascia un


lunedì, gennaio 17, 2005  

Non ho altra scelta che dirti addio

Periodicamente mi costringo a dire addio a qualcosa o qualcuno. E' uno strappo doloroso alla mia anima, che fugge dai distacchi, che odia gli abbandoni, che tende a desiderare che ogni cosa rimanga al suo posto, che ogni affetto si aggiunga agli altri senza sostituirli, che le cose cambino ma senza separazioni. E questi addii dal di fuori sembrano in assurdo contrasto. Ma non è così. E' proprio perchè la mia parte nostalgica non tollera il lento morire, l'inevitabile cambiamento di alcuni rapporti, che non ha altra scelta che il taglio netto, rispetto al progressivo e lacerante svuotarsi. Quando le cose ti lasciano un crescente amaro in bocca, un inevitabile confronto con il passato, allora non mi rimane scelta. Posso essere molto duro, ma proprio perchè in realtà duro non lo sono affatto. Non riesco a gestire le transizioni dolorose senza soluzione di continuità. Poi quasi sempre ritrovo tutto, dopo il giusto tempo, in un piano nuovo, ripulito dai graffi e dalle ferite, un piano al sicuro da quella parte di emotività che ti tiene in suo possesso. Un piano dove viene fuori la parte migliore di me, quella libera dalle paure e quindi libera in assoluto. Ritrovo tutto perchè le cose e le persone continuano a vivere dentro di me. Non cancello mai l'affetto, non rimuovo mai l'intimità. Chi entra nel mio cuore non ne esce più. Può uscire dalla mia vita, ma quando vi rientra da qualche finestra, prima o poi, anche dopo anni, il mio sguardo non sarà mai quello di una persona distante. Mai. Ma il momento dell'addio, che poi è un arrivederci, spesso diventa una questione di sopravvivenza, un ammettere i propri limiti, la proprio debolezza, il proprio non farcela.

posted by in 2:39 PM       se ti va lascia un


venerdì, gennaio 14, 2005  

Un anticalcare per favore

A volte vorresti solo avere un foglio bianco e una matita nuova. Pulizia intorno. Un tavolo sgombro, i cestini svuotati, pareti pulite ed ordinate intorno. Ricominciare ogni volta da lì a disegnare il proprio posto nel mondo. Ma invece il gioco non funziona così. La possibilità della formattazione totale non permetterà mai ad un computer di raggiungere la vera complessità. Angoscia e meraviglia degli strati.

posted by in 2:47 PM       se ti va lascia un
 

Capita che

Capita che, preso dalla smania compulsiva di riversare nel tuo nuovo i-pod tutto lo scibile musicale, tu vi abbia rovesciato dentro anche l'intera collezione degli mp3 dei cartoni animati (tanto lo so che ce l'avete tutti). E capita poi che, sulla metro B alle 8,20 del mattino, tu ti trovi schiacchiato nella massa umana tanto da non poter nemmeno raggiungere la tasca per manovrare la sensuale ghiera del lettore, mentre hai le cuffiette inserite e il volume al massimo. E capita che la programmazione random dell'i-pod, proprio in quel momento, decida di regalarti in successione Astro Robot e L'uomo tigre. E capita che improvvisamente tu abbia la sensazione che tutti ma proprio tutti i tuoi vicini (vicinissimi) di metro sentano bene la musica che esce dalle cuffiette, che il vagone sia diventato d'un tratto silenziosissimo, la voce che annuncia le fermate si sia rotta e la sicurezza che da un momento all'altro tutti si gireranno a guardarti e scoppieranno a ridere, diventa via via più viva. E poi capita che per un attimo ti guardi dal di fuori: giacca e cravatta, valigetta da perfetto manager... e Astro Robot nelle orecchie, che quasi quasi lo canticchi. E capita che tu ti senta improvvisamente un misto tra un bambinone cresciuto, un personaggio bizzarro ma divertente.. e un perfetto idiota.

Sono i moschettieri degli immensi cieli
sono quattro amici dalla guerra uniti
Una sola legge sempre li protegge
lotta per il bene tutti insieme vincerai
Eroi, eroi, eroi, del cosmo i grandi eroi
che lottano per noi, per noi

Eccoli eccoli Astro Robot (robot)
Eccoli eccoli Astro Robot (robot)

posted by in 9:37 AM       se ti va lascia un


giovedì, gennaio 13, 2005  

Touch me, it's so easy to leave me
All alone with the memory
Of my days in the sun.
If you touch me, you'll understand what happiness is
Look, the new day has begun..

posted by in 10:20 AM       se ti va lascia un


mercoledì, gennaio 12, 2005  

Cose da dire

Ci sarebbero cose da dire. Ci saranno cose da dire e cose da ascoltare, ma dalla mia voce, non dalla mia tastiera. C'è un racconto, lungo anni, per te. Solo per te, ora. Ora è l'ora. Non giudicare che prima non fosse l'ora. Io cerco di non giudicare mai.

posted by in 9:38 AM       se ti va lascia un


martedì, gennaio 11, 2005  

Quando il fuoco ti scalda. E intanto ti brucia

A volte è necessario difendersi da se stessi. E' necessario che la parte più razionale prenda in mano la situazione e sappia dire basta alla parte più emotiva. Non è facile, soprattutto quando da una vita cerchi di combattere la tua razionalità prepotente ed esplori ogni via per liberare emozioni e istinti. Ma quando quella parte emotiva va verso qualcosa che alla lunga ti avvelena, ti svuota, ti rattrista, ti fa pagare un prezzo troppo alto per brevi istanti di felicità e di appagamento, allora è bene farsi violenza e strapparsi a quel veleno di felicità. Ma la scelta è di quelle laceranti, di quelle che ti feriscono a morte. Da una parte una specie di serenità, più o meno duratura, con quell'angolo di te che rimane vuoto, in attesa di emozioni forti, e lo senti, ti accompagna ogni momento. Ma è piccolo, ci puoi convivere. Dall'altra parte una fonte di emozioni forti che quella parte di te la appaga, la fa strabordare, ti colma ogni senso. Per brevi istanti. Per brevi istanti hai tutto quello che vuoi avere, potresti morire felice, vieni a contatto con la carne nuda, con la parte più viva di te. Ma è una fonte che non puoi possedere, non puoi tenere più a lungo, non può diventare la tua fonte. E quindi subito dopo ti ritrovi con la carne viva esposta alla sofferenza, al vuoto. Tagliare significa dire addio alla fonte di vita, per una mezza vita. Non tagliare significa vivere una vita piena, ma piena soprattutto di dolore e di tristezza, in un continuo distacco, in un continuo abbandono. Si, lo so anche io. Trovare una nuova fonte, più vera, che possa appartenerti. Ma intanto non c'è, rimane qualcosa di astratto e teorico. E la carne invece si fa sentire, reale, presente, totalizzante.

posted by in 10:17 AM       se ti va lascia un


venerdì, dicembre 31, 2004  

... in fondo quello che mi serviva era una sana nuotata. E' tutto nella chimica, c'è poco da fare.

posted by in 3:06 PM       se ti va lascia un


giovedì, dicembre 30, 2004  

Un attimo senza speranza

Quello che mi manca così tanto è quella sensazione, così meravigliosamente infantile, che a Natale tutto potesse succedere, che ogni desiderio impossibile, ogni miracolo potesse avverarsi. L'attesa. L'attesa che pervadeva l'aria. L'attesa che pervadeva la vita. E ora dov'è quell'attesa? Dov'è esattamente che l'ho persa? Quando è stato il giorno preciso in cui qualche essere mostruoso mi ha costretto ad aprire gli occhi su una realtà fatta di materia e solo di quella. Qual'è stato il momento in cui la mia Fede è svanita? Mi hanno ingannato. Mi hanno convinto che non si vive proiettati nel futuro, che bisogna vivere ogni attimo del presente. Che bisogna godersi la domenica e non solo il sabato. E ha funzionato per molto, molto tempo. E adesso l'inganno è venuto fuori. Mi ritrovo in mano un pugno di sabbia, e i miei occhi ormai hanno perso il potere di trasformarla in forme nuove. Mi ritrovo un blando e pavido desiderio del desiderio. Desiderare di desiderare. Desiderare di attendere, come una volta. Ma i miei occhi si chiudono, in un attimo infinito di tristezza.

posted by in 8:26 PM       se ti va lascia un
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